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L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA

Perché difendere la nostra Costituzione? Perché è giusta, poetica, gentile e generosa. Tanto quanto quella americana o svedese, francese o polacca, australiana o giapponese? No, la Costituzione italiana è senza dubbio la più bella.

Il giornalista e scrittore Luca Sommi in LA PIÙ BELLA, pubblicato a fine aprile 2024 con Baldini+Castoldi, la descrive come un disegno nato dalla mano di un grande artista, che grazie a pochi tratti delinea un profilo. Sarà poi l’immaginazione di chi guarda a riempire quel contorno, a dargli corpo, colore e sostanza. Perché la nostra Costituzione è, in definitiva, un’ambizione. È l’Italia come si vorrebbe ma come (ancora) non è.

E va difesa, secondo le parole dello stesso autore, perché «non serve l’ennesima prova di forza per “entrare nella Storia” cambiando radicalmente la Costituzione. Serve la prova di forza di cambiare questo mondo storto, fatto ancora di gas, petrolio, guerre, sopruso su animali e ambiente, cinismo, arrivismo, pandemie. Non serve un capo, serve una coscienza collettiva consapevole di andare verso il bene, che è tutto già prescritto nella nostra Costituzione. Non serve più lo scontro, l’attacco, la rabbia. Servirebbe una vera rivoluzione, una rivoluzione gentile. Quella che ha fatto la nostra Costituzione. La più bella del mondo».

La Costituzione fa dell’Italia un paese democratico, ma la democrazia, ci ricorda la giornalista Simonetta Fiori in LA BIBLIOTECA DI RASKOLNIKOV (Einaudi, aprile 2024) è sempre a rischio. Così, interpella otto autori, Nicola Lagioia, Elena Cattaneo, Luciano Canfora, Anna Foa, Aldo Schiavone, Marco Revelli, Franco Cardini e Gustavo Zagrebelsky, e chiede loro di indicare quei libri che, secondo la sensibilità di ciascuno, possono aiutarci a costruire un’identità civile più solida. Secondo La Gioia, per fare un esempio, il romanzo non scongiura il disastro, e La montagna incantata non può certo evitare l’ascesa del Terzo Reich: «Tuttavia è grazie a quei libri che siamo ancora in grado di riconoscerci, gli uni attraverso gli altri, come esseri umani».

Cardini sceglie Lèvi-Strauss, ma anche i testi di Davide Bigalli e Marco Tarchi; Gustavo Zagrebelsky sceglie Aristotele e il criterio del censo, perché: «Ciò per cui differiscono realmente la democrazia e l’oligarchia sono la povertà e la ricchezza».

Luciano Canfora chiama in causa la stessa Costituzione a testimoniare il contrasto eterno tra la forma e la sostanza della democrazia, che fin dall’articolo 3 parla di “ostacoli da rimuovere” per non limitare la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. La democrazia, avverte lo storico, «è un processo costante, sempre in fieri, sicuramente conflittuale perché altrimenti non avrebbe senso parlare di ostacoli da rimuovere». Indispensabile, allora, conoscere l’orizzonte che la nostra carta disegna, leggendo con cura LA COSTITUZIONE ITALIANA nell’edizione di Garzanti, prefazione di Gherardo Colombo.

Poiché la nostra Costituzione necessita di un costante e libero dibattito per respirare e sviluppare il suo potenziale, occorre dotarsi di anticorpi per difendersi da ogni tentativo di limitare la libertà di stampa e di espressione.

COSE CHE SI POSSONO E NON SI POSSONO DIRE (Guanda, 2016), scritto a quattro mani dall’attore John Cusack e dalla scrittrice e attivista Arundhati Roy racconta del contro-summit in cui nel 2014 avvenne l’incontro tra i due più celebri whistleblower americani, due fedeli servitori del governo statunitense che in epoche diverse hanno avuto il coraggio di renderne pubblici gli abusi: Daniel Ellsberg, il funzionario del Pentagono che nel 1971 rivelò i piani della guerra in Vietnam, e Edward Snowden, l’informatico ed ex tecnico della CIA che nel 2013 denunciò le intercettazioni a tappeto condotte dalla National Security Agency. Quel momento di libertà può e deve essere un modello al quale ispirarsi per costruire nuovi dibattiti altrettanto liberi e coraggiosi.

Il 2 giugno 1946, in occasione del referendum che deciderà sulla forma istituzionale del nostro paese, per la prima volta votano anche le donne. E le donne entrano anche nell’Assemblea costituente cui spetta il compito di redigere la nuova carta costituzionale.

LIBERE PER COSTITUZIONE (Salani, 2024), di Serena Riglietti, Margherita Madeo, Valeria De Cubellis, racconta e illustra la vita e la storia delle 21 donne che hanno contribuito in modo determinante alla stesura della nostra carta costituzionale. Con la prefazione di Benedetta Tobagi, il libro è rivolto a ragazze e ragazzi, ma offre una lettura godibilissima anche per i grandi.


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